Ciao

mi presento

Ritratto di Andrea Calandra fotografo

Mi chiamo Andrea e vivo a Roma, città in cui sono nato nel 1985, assieme alla mia compagna e alla mia bellissima figlioletta.

La passione per la fotografia mi accompagna da sempre. A quindici anni ricevetti da mio padre la mia prima macchina fotografica, a pellicola.

Le prime esperienze professionali con la fotocamera iniziano verso i 22 anni e si intensificano sempre di più; per anni mi occupo di fotografia sportiva.

 

E' nel 2014, durante un viaggio, che nasce l’esigenza di voler raccontare una storia. Una storia che riguarda le persone e che prende forma in un reportage.

 

Da quel momento in poi la mia attenzione è completamente dedicata ai volti, agli esseri umani e alle infinite storie che portano con sé.

E' un enorme privilegio poter raccontare le persone. Il loro quotidiano, in uno sperduto villaggio di un altro continente, o il giorno speciale di due esseri umani, che si uniscono per sempre.

Ad oggi, quello che più amo fare è creare racconti, con quella magica e potente sintesi che è la fotografia.

Voi, siete il principio di una nuova storia!

Il mio percorso professionale

in breve

La mia preparazione come fotografo si sviluppa negli anni attraverso la lettura di un grande volume di opere, tecnico-specialistiche e artistiche.

Parallelamente le mie esperienze professionali iniziate da molto giovane sono state estremamente variegate (sport, still-life, moda) e mi hanno permesso di sviluppare in maniera diretta molta esperienza.

Dal 2017 sono fondatore dello studio fotografico, nonché centro culturale di fotografia IMMAGINIFICIO, base delle mie attività professionali e scuola di fotografia, che ha ospitato ed ospita importanti personalità dell’universo della fotografia e dove svolgo anche il ruolo di docente.

Andrea Calandra al lavoro sul campo, in Togo durante il lavoro Voodoo: A Parallel Reflection. In visita ad un villaggio è in attesa di sapere se potrà assistere al rituale. Circondato da bambini curiosi della sua macchina fotografica.

Il mio stile

Il reportage
Gli sposi si rilassano durante una passeggiata dopo la cerimonia

La magia che si crea quando un’immagine condensa l'essenza di una persona, di una coppia, è lo stimolo più grande.

 

Questo mi permette di creare qualcosa di unico, come uniche sono le persone che di volta in volta ho il piacere di conoscere e raccontare con le immagini che creiamo insieme.

Il mio obiettivo è quello di testimoniare, a modo mio, il giorno dell’unione di due persone.

 

Lo faccio lasciando il giusto spazio e limitando il mio intervento soltanto alla fase immediatamente successiva alla cerimonia, dove propongo agli sposi di prendersi quei 30-45 minuti lontani da tutti per ritagliarsi un momento di interazione tra loro, più intima, sempre utile al racconto.

Non dovrai preoccuparti di me, rimarrò fino alla fine, raccontando la tua giornata dall’inizio al suo termine.

 

Le storie che amo creare con le persone, voglio raccontarle senza perdermi un momento o un dettaglio.

Come sono arrivato al matrimonio e perché mi piace

Nuove Storie

Ho trovato nella fotografia di matrimonio un importante opportunità espressiva.

 

Uno stile narrativo porta a racconti sempre nuovi, diversi, come diverse sono tutte le coppie e le persone che le compongono.

E poi, contribuire a creare un racconto, che sfogliato a distanza di anni possa far riemergere ricordi ed emozioni è un privilegio incredibile; è per questo che…Amo quello che faccio!

Gli sposi vengono festeggiati all'uscita della chiesa con il classico lancio del riso. Scatto in bianco e nero.

Le mie foto di matrimonio

La Forma Del Racconto
Gli sposi in un momento tenero. Lui le bacia la fronte

Sarò un testimone discreto; lascerò che il racconto della giornata, i momenti e le persone, escano fuori naturalmente, senza forzature.

La spontaneità di una storia è uno dei valori primari del reportage.

 

Manterrò questo approccio estremamente naturale anche durante il racconto di una giornata di matrimonio.


Così come nei miei reportage, amo i contrasti, i neri profondi e i bianchi accesi, nel colore come nel bianco e nero.

 

Una foto in bianco e nero nasce come tale e lo stesso vale per il colore.

La lunghezza focale che preferisco è il 35mm, un punto di vista che mi permette di raccontare le scene in maniera naturale.